Jovanotti: Positivo because son vivo!
July 22, 2010
Iperbolico!
Sensational...
High voltage concert of Jovanotti on his Californian debut at the Viper Room on the legendary Hollywood Sunset... ... more to come!
In Italy: su OGGI la settimana prossima 4 agosto in edicola
Safari americano
POSITIVO Because Sono Vivo...
Santa Monica, California, luglio 2010.
Jovanotti ha fatto boom boom! Ospite dell’annuale Twilight Dance Series (26 anni di concerti estivi gratis) sul molo di Santa Monica, Jovanotti ha dato uno strepitoso concerto, stracarico della sua contagiosa energia a migliaia di curiosi che sanno che ogni giovedi, d’estate, c’e’ musica gratis sul Santa Monica Pier. Logicamente c’erano gli Italiani di Los Angeles ai quali Jovanotti ha cantato una canzone. E’ stato un clamoroso concerto.
“I am an Italian dude, my name is Lorenzo Cherubini aka Jovanotti!” si e’ presentato cosi’; e al pubblico italiano ha scherzosamente spiegato che dude e’ come una rock star, ma un po’ meno. “Quand’ero giovane ero appassionato dell’hip hop americano” ha proseguito poi in inglese. “Non capivo una parola, ma il ritmo mi prendeva e mi faceva star bene. Spero che la nostra musica faccia lo stesso per voi, spero che vi parli al cuore.” Jovanotti ha levato il panama in aria, in saluto, se l’e’ rimesso in capo e la band e’ partita come un runaway train… Safari … Coraggio … Tanto … Muoviti… Adagio… Umano… Penso positivo… perfino Jovanotti ha fatto fatica a fermare la band un’ora dopo, come per tirare il fiato. A quel punto la serata era diventata felice, tutti stavamo bene. Bastava guardarci in faccia. Gente da tutte le parti del mondo che sorridevano, mentre i piu’ inebriati dal ritmo erano in gruppetti che giravano i loro corpi come sufu dancers… L’ombelico del mondo… che pezzo straordinario.
“Take it, take it down…” ha ordinato Jovanotti alla band. “Adesso rallentiamo un attimo e facciamo una canzone, qualcosa di lento” ha sorriso rivolto al pubblico. “Voglio fare una canzone romantica, perche’ mi sono accorto che in inglese la parola wife (moglie) fa’ rima con life(vita)… In italiano la rima non succede” ha aggunto Jovanotti con un sorriso guardando al lato destro del palco dove sua moglie e sua figlia stavano seguendo il concerto sedute su due casse per gli amplificatori. “A volte non e’ possibile portare la famiglia in tournee, ma questa sera sono doppiamente fortunato, perche’ ne ho due: La mia band che e’ come una famiglia e quella mia vera alla quale dedico questa canzone.”
Ed e’ partita la romanticissima A TE…
Che attimo! Jovanotti the entertainer sul Santa Monica Pier alla conquista del mondo, che in un attimo diventa, si ridimensiona Lorenzo, marito, padre, figlio e ti canta una delle piu’ belle canzoni rimantiche mai scritte per una compagna della vita.
Lorenzo Chrubini aka Jovanotti e’ un grande artista, ma questo si sapeva. Non per me. Non l’avevo mai visto sul palco, fino alla sera prima di questo concerto sul Santa Monica Pier. La sera prima ero andato a vedere Jovanotti al suo debutto californiano. Mica un posto qualsiasi, ma il cavernoso Viper Room, nel cuore di Hollywood. Un posto un po’ lugubre, con ricordi di overdose (River Phoenix) e di attori famosi (Johnny Depp). Immaginate, le pareti sono nere. Eppure questo ragazzo americano, nato e cresciuto in Italia, con due o tre brani e’ riuscito a far saltare il tetto, dicono qui. He blew the roof! E solo luce bianca splendeva nell’usuale cavernosa Viper.
“Parlo inglese come un tassista di New York, dimmi dove vuoi andare e ti portero’ piu’ in alto!” Jovanotti parlava l’americano. Il suo americano. Sta facendo questa serie di concerti in giro per l’America, in sordina. L’artista sta facendo un safari americano. Chissa’ cosa sta preparando, chissa’ cosa sta combinando. Ma il tutto sara’ in un album nuovo che uscira’ l’anno prossimo. Come artista e’ a buon punto perche’ una cosa e’ certa: il ragazzo sa trasmettere felicita’! E’ come se avesse la maglia gialla. Energia ad alto livello, centinaia di watts che saltano e vibrano nell’aria. An amazing and contagious natural high, thank God! Jovanotti trasmette felicita’ estrema e alla fine tutti li’ fuori del Viper, nella notte hollywoodiana, sul leggendario Sunset Strip, tutti contenti e sorridenti, imbambolati, storditi dall’incredulita’ dell’uragano Jovanotti che ci aveva appena travolti… L’ombelico del mondo…. L’ombelico, dal vivo, e’ ipergalattico, Almeno quello suonato al Viper. A un certo, come per tirar fiato, Jovanotti ha messo dentro una breve versione di L’uomo in frack del grande Modugno. Io ero li davanti, a scattar foto e a godermi la musica come un teenager, ma la canzone mi aveva riportato indietro all’Italia dei primi anni ’60 quella che avevo lasciato con un biglietto di sola andata per Londra. Incontrare e scrivere dei Beatles e diventare giornalista e incontrare stuoli di artisti nel mondo. E adesso, mi stavo chiedendo, come mai in tutti questi anni mi ero fatto sfuggire questo artista, grande, questa grande forza della natura? Era il mio primo concerto di Jovanotti e a 66 anni questo tassista di New York mi aveva portato piu’ in alto di dove gli avevo chiesto. E non mi aveva nemmeno fatto pagare.
“Ehi Armando” e’ Jovanotti che dal palco, in pieno concerto mi saluta e mi stringe la mano. Perche’ Lorenzo e’ capace di fare anche questo: grande generosita’ e rispetto.
Armando Gallo